Con pioggia e brutto tempo il dolore si sente di più. Lo dice la scienza.

Con pioggia e brutto tempo il dolore si sente di più. Lo dice la scienza.

Dic 12 • Salute, Sani per Scelta • 526 Views • Nessun commento su Con pioggia e brutto tempo il dolore si sente di più. Lo dice la scienza.

Lo sapevamo già. Con la pioggia e il brutto tempo il dolore alle ossa, alla cervicale, alla vecchia ferita, eccetera di fanno sentire di più.

Ma a confermarlo è una ricerca made in U.K., dove di brutto tempo sono grandi esperti, che dimostra l’esistenza di un legame tra condizioni climatiche di brutto tempo come pioggia, umidità, nebbia, bassa pressione, scirocco, e l’acuirsi di malesseri, sofferenze e dolore in persone che soffrono di una qualche forma di dolore cronico. Lo studio ancora in corso, coordinato dall’epidemiologo Will Dixon e condotto presso la University of Manchester nell’ambito di un progetto intitolato ‘Cloudy with a Chance of Pain’, ha coinvolto finora 9000 persone ed è stato presentato al British Science Festival presso l’Università di Swansea in Galles.

La App che monitora clima e dolore

Per testare la relazione tra dolore e brutto tempo, i volontari hanno utilizzato una app che ha consentito loro di scaricare sul proprio smartphone un ‘diario digitale’ della loro condizione di dolore, giorno per giorno. Al contempo la app monitorava le condizioni climatiche della zona di residenza del singolo volontario e incrociava i dati meteo giornalieri con le variazioni del dolore e delle condizioni di sofferenza, rilevando cosi il nesso di causalità tra cambiamenti climatici, pioggia e cielo grigio e intensità del dolore. In questo modo i ricercatori hanno visto chiaramente che nei giorni di brutto tempo, con pioggia o cielo grigio il dolore di cui soffriva ciascun volontario si acuiva. Secondo gli esperti questi primi risultati sono già un buon inizio e suggeriscono che, ad esempio, chi soffre di dolore cronico, potrebbe pianificare le proprie giornate anche in base alle previsioni meteo, visto che i disturbi fisici spesso si manifestano anche 24 ore prima dell’arrivo di una perturbazione o variazione climatica, non appena la pressione atmosferica subisce un cambiamento.


A cura di Giovanni Cacia

© Sani per Scelta

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