Il venditore di medicine

Il venditore di medicine

Dic 18 • Cinema per Scelta • 1077 Views • Nessun commento su Il venditore di medicine

“Nessuno, dopo questo film, guarderà senza sospetto la più anonima scatola di medicinali, o almeno senza pensare di non essere vittima di una truffa“. Così Antonio Morabito, il regista de “Il venditore di medicine” 

A cura di Giovanni Cacìa

“Il venditore di medicine” è un pugno allo stomaco. Indaga impietosamente e senza prestare il fianco ad alcuna retorica l’universo corrotto di medici che ruota intorno a un colosso farmaceutico. In questo microcosmo di persone che nel film hanno perso di vista ogni valore e umanità si muove Bruno, il venditore di medicine, corruttore di medici compiacenti, capace di spingersi lungo una china inarrestabile fino a portare a corruzione anche il rapporto con sua moglie.

Bruno, lavorando da anni per conto di un’importante azienda farmaceutica, coltiva un gruppo di medici che, in cambio di viaggi, regali o soldi, sono disposti a prescrivere i suoi farmaci ai propri pazienti. In un difficile momento di tagli al personale, Bruno tenta di allargare il proprio giro anche a un importante oncologo. Al fine di non perdere il lavoro, in un momento di grande incertezza economica e sociale, si dimostrerà capace di tutto e senza coscienza. Il film mette in luce il fenomeno per cui una medicina viene messa sullo stesso piano di un qualsiasi prodotto commerciale: «Sai cosa significa oncologia? Duemila euro a fiala!» dice la capo area a Bruno, invitandolo a contattare gli ospedali.

Un film che verte sul reato del comparaggio, cioè su quella pratica per cui il medico accetta regalie in cambio della prescrizione di uno specifico farmaco, anche nel caso in cui questo non fosse necessario al paziente o addirittura dannoso. Questo ritratto impietoso di uno spaccato d’Italia non lascia spazio alla speranza: tutto e tutti si possono comprare e vendere in nome della logica del mero profitto, e le medicine sono considerate al pari di qualsiasi  bene di consumo. Anche il primario integerrimo, interpretato in maniera egregia e con la giusta antipatia da Marco Travaglio, che all’apparenza sembra incorruttibile, alla fine rivela il suo vero volto cinico e corrotto. Nessuno si salva, e chi tenta di farlo viene immediatamente risucchiato dal sistema.

© Sani per Scelta

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