Il buon cibo che fa battere il cuore

Gen 18 • Cibo e salute • 970 Views • Nessun commento su Il buon cibo che fa battere il cuore

Prendersi cura del proprio cuore seduti a tavola davanti a piatti gustosi e appetitosi non è un’utopia. Ecco poche e semplici regole per modificare la propria alimentazione e avere un cuore in forma, anzi con una marcia in più.

A cura della Redazione

AL CUOR NON SI COMANDA…O FORSE SÌ?

Le malattie cardiovascolari rappresentano oggi la principale causa di morte nei Paesi Occidentali – Italia compresa – eppure, come continuano a ripetere gli esperti di tutto il mondo, la maggior parte di queste patologie che colpiscono cuore, cervello e sistema circolatorio potrebbero essere prevenute grazie a uno stile di vita più sano.
“Alcuni dei principali fattori di rischio per l’insorgenza delle malattie cardiovascolari non possono essere modificati: il tempo che passa, l’essere maschi o femmine o la familiarità, non possono essere modificati ma esistono anche i cosiddetti fattori di rischio modificabili, sui quali possiamo intervenire per proteggere il nostro cuore” spiega Gian Paolo Baruzzi, medico antiaging. “Tra i più conosciuti ci sono sovrappeso e obesità, il livello di colesterolo e di triglicerdi nel sangue e la pressione sanguigna”.
Non dimentichiamo poi che un buon numero di malattie cardiovascolari dipendono dal fatto che i vasi sanguigni sono “intasati” e spesso queste “incrostazioni” sono provocate dai cibi sbagliati che quotidianamente finiscono nei nostri piatti.

GIOCA BENE LE TUE CARTE

Calcolare il rischio che corre il nostro cuore non è impresa semplice. “Bisogna tenere conto di moltissime variabili per poter definire il rischio in modo corretto e preciso” dice l’esperto “età, peso corporeo, profilo lipidico, pressione del sangue, diabete e molto altro ancora, senza mai dimenticare il DNA, perché parte del rischio è scritto proprio nei geni”. Le Carte del rischio preparate dall’Istituto Superiore di Sanità, per esempio, aiutano il medico a conoscere meglio il rischio del paziente che ha di fronte in base a 6 parametri: età, sesso, abitudine al fumo, diabete, pressione sanguigna e livello di colesterolo totale. “Sono strumenti importanti e senza dubbio utili, ma forniscono solo una prima indicazione” precisa Baruzzi. “Per un calcolo del rischio davvero completo è necessario tenere conto dello stile di vita”. Ormai lo dicono tutti gli studi clinici: movimento, niente fumo, poco alcol e soprattutto un’alimentazione equilibrata fanno battere il cuore nel modo giusto.

IL BUON CIBO È SERVITO

Non esiste una sola dieta salva-cuore, una dieta perfetta e uguale per tutti, ma sono stati definiti i capisaldi della buona alimentazione: stop ai cibi troppo ricchi di grassi, soprattutto i grassi animali come burro, lardo e panna, e a quelli troppo salati e via libera a cereali, legumi, verdura e frutta e pesce ricco di proteine e di grassi buoni come gli omega3. “Qualcosa di molto vicino alla dieta mediterranea nella sua versione originale in cui i carboidrati sono presenti in una quantità moderata e non come pizza e pasta ma soprattutto come cereali integrali” continua il medico antiaging. “Attenzione anche alla cottura: la verdura più salutare e ricca di sostanze utili per il cuore, dopo essere stata avvolta in una pastella a base di uova e farina e fritta nell’olio, perde la maggior parte delle sue proprietà, anzi può addirittura passare nella categoria dei cibi “dannosi per il cuore” sottolinea l’esperto. “Meglio cuocere al vapore o al forno perché permettono di mantenere intatte tutte le proprietà organolettiche del cibo”.
Ma che fine fa il gusto se togliamo sale, burro e salse? “Commette un errore chi pensa che alimentazione sana sia sinonimo di cibo triste e senza gusto” chiarisce l’esperto. “Spezie, aromi e l’associazione sapiente dei cibi sorprenderà anche i più esigenti gourmant”.

© Sani per Scelta



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