Bambini obesi o iperattivi: un problema a due facce

Mar 3 • Kids • 2398 Views • Nessun commento su Bambini obesi o iperattivi: un problema a due facce

Secondo il Ministero della Sanità per monitorare l’obesità infantile in età scolare ha mostrato dati inquietanti: degli oltre 42.000 studenti esaminati il 34% è risultata sovrappeso o obesa, il 22% pratica sport solo un’ora alla settimana e non c’è da stupirsi visto che il 38% dedica 3 o più ore al giorno a TV e videogiochi. Se si pensa che un bambino obeso ha un’alta probabilità di diventare un adulto obeso, diventa essenziale conoscere i fattori di rischio e parlare di prevenzione fin da giovanissimi.

A cura di Redazione, consulenza di Veruska Molini, specialista in pediatria, endocrinologia, dietologia pediatrica e disturbi alimentari presso l’ospedale di Bollate.

CIBO SPAZZATURA E INATTIVITÀ: BINOMIO AD ALTO RISCHIO

“I bambini italiani mangiano male, 1 su 10 non fa colazione ignorando, i genitori, che esiste un legame tra questo pasto e il sovrappeso. Infatti, la percentuale di bambini obesi o sovrappeso tra quelli che non fanno colazione sfiora il 50% mentre scende a 31,9% tra coloro che ne consumano una adeguata. I piccoli prediligono alimenti iperenergetici come le brioche anche per lo spuntino e la merenda e 1 su 2 consuma quotidianamente bevande zuccherate o gassate. Le note dolenti proseguono con frutta e verdura: solo 1 su 4 ne mangia ogni giorno e solo il 6,5% raggiunge le famose 5 porzioni. Se aggiungiamo la mancanza di esercizio e l’abitudine a passare il tempo libero davanti ad uno schermo, il quadro dei chili di troppo è completo” dichiara l’esperta.

GENITORI, I VOSTRI FIGLI VI IMITANO
“Sovrappeso e obesità possono essere determinati da fattori genetici che spesso predispongono ma non condannano. L’esempio dei genitori invece è fondamentale per fornire ai figli uno stile di vita corretto: spesso però i famigliari dei bambini obesi non si rendono conto della situazione, soprattutto se hanno essi stessi problemi di peso” spiega Veruska Molini.

ABITUDINI PIU’ SANE INSIEME A MAMMA E PAPÀ

“L’approccio migliore è quello multidisciplinare dove pediatra, psicologo e dietista collaborano valutando la situazione clinica del piccolo paziente, la storia familiare e il contesto socio-economico in cui viveLa dieta inoltre deve essere disegnata sui gusti del bambino, cercando di non sconvolgerne le abitudini ma portandolo gradualmente a un atteggiamento più sano verso il cibo; è essenziale però che tutta la famiglia prenda parte al programma. E per finire, tanta attività fisica: non serve diventare atleti, l’importante è muoversi e divertirsi rinunciando anche all’auto o all’ascensore in favore di bici e scale” conclude la pediatra.

© Sani per Scelta


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi